Le interviste di Oltreconfine
Josaya ¤ www.josaya.com

Agisci come se fosse amore

di Andrea Panatta

in Segnali dalla Rete (Oltreconfine - n° 5 - Mag/Giu 2012)
€ 7.90 + spese sped.
Vorrei che tutti e tre, a turno, vi raccontaste un po' e spiegaste chi siete e cosa fate nella vita.

Jo (Giovanna Garbuio) – Sono nata quasi quarantacinque anni fa e da quando ho l’uso della ragione sono sempre stata una contestatrice piuttosto aggressiva. Finché non capisco le cose, io sono contraria e non lo nascondo! Difficilmente riesco a riconoscermi in un ruolo predefinito come mamma, moglie, architetto, scrittrice, pittrice e così via. Io sono io, al limite la Giò; mi sento di essere tutto questo e molto altro, ma anche nulla e tutt’altro... in ogni caso, sono enormemente grata all'universo per avermi permesso di esserlo nel modo in cui lo sono! Sono sempre stata in cerca di soluzioni per una vita oltre la banalità. Allo stesso tempo sono sempre stata consapevole che, se è vera la teoria della reincarnazione e del karma, io mi sono incarnata con la missione di farmi una bella vacanza! Ho avuto una vita piacevole, piena e interessante... cosa volere di più da una vacanza? Ho tre figli e un marito – di cui sono profondamente innamorata da circa ventidue anni – che sono la cosa più grandiosa, importante e fantastica che potesse esserci nella mia vita. La mia esistenza ruota intorno a loro, non posso prescinderne, e questo mi rende immensamente felice e forse anche un po’ banale. A quarantacinque anni sono abbonata a soltanto due riviste: Oltreconfine e Topolino, perché rispecchiano perfettamente i miei interessi attuali, che non sono quelli di ieri e che probabilmente non saranno quelli della settimana prossima. Sono incostante e seguo davvero l’ispirazione... Mi butto a capofitto nelle cose, per dimenticarmene il momento dopo che si sono esaurite. Credo profondamente che la buona fede sia la caratteristica principale dell’umanità e che tutto sia possibile.

Sa (Sandro Flora) – Potrei presentare centinaia di me stesso, o neanche uno. Ho alcuni io che nel mondo interpretano ruoli diversi: ragazzino, uomo, fidanzato, padre, webdesigner, infomarketer, musicista, ricercatore... Ho iniziato la ricerca di me stesso fin da giovane; all'età di quattordici anni mi chiedevo quale fosse lo scopo della mia presenza su questo pianeta. E da allora mi sono interessato alla meditazione e alla ricerca spirituale. In particolare mi sono sentito molto allineato a Osho e al suo pensiero. La consapevolezza si è risvegliata in me all'età di diciotto anni, durante il servizio militare, un’esperienza molto forte che ha segnato la mia vita, liberandomi dal peso delle credenze e delle convinzioni inculcate dagli altri. In una notte tutto è cambiato: ero pronto ad affrontare le mie paure. Sapevo che nessuno avrebbe potuto farlo al posto mio e così me ne andai in un bosco, e feci un patto con me stesso. Misi in discussione la mia vita e il mio passato: ero pronto ad abbandonare tutto ciò che sapevo e che avevo imparato dall'esterno; ero stanco di dipendere dalle idee altrui: erano diventate un peso da cui dovevo liberarmi. E così, pronto a perdere tutto, quella notte affrontai le mie paure, che scomparvero come il buio alla luce. Non è possibile dare definizioni che valgano per sempre. Uno dei migliori modi di vivere è quello di essere pronti a cambiare; non attaccandosi alle cose si può vivere con leggerezza e giocosità. Ecco il motivo per cui ho traslocato trentadue volte finora... Chi vuole avere certezze e punti fermi soffre perchè fa fatica ad accettare i cambiamenti. Chi è pronto a cambiare, invece, si allinea ai ritmi universali, e tutto diventa più facile. Più facile è vivere, più si è in pace con se stessi, e questo è uno dei migliori modi per contribuire all'evoluzione dell'umanità.

Ya (Silvia Paola Mussini) – Parlare di sé è come descriversi nel labirinto di specchi del luna park e porta a raccontare anche di fantasmi... si cambia talmente tanto strada facendo! Mi sembra di aver mutato migliaia di pelli, e ognuna è stata straordinariamente preziosa, ma allo stesso tempo, da molto non c'è nulla a cui mi sia affezionata o abituata o che senta come mancante. Ho sempre vissuto pienamente di cuore, d'anima e di corpo, e tutto mi ha entusiasmato. Ho vissuto con straordinaria intensità; ogni dettaglio ha avuto il suo senso e ha contribuito a farmi crescere, ma soprattutto a incuriosirmi di me. Qualsiasi cosa, persona, sentimento, situazione abbia avuto a che fare con me... ringrazio con tutta me stessa d'aver ricevuto e dato tanto, e nel frattempo guardo sempre oltre. Oltre, dove non limitare e non farmi limitare, dove non fare del male agli altri e neanche a me stessa. Per il resto ho viaggiato dentro e fuori di me incessantemente, nel mio bene e nel mio male, e ogni volta sono tornata, costruendo e disfacendo – proprio come i lama fanno con i mandala – con sempre meno attaccamenti, paure, domande, traguardi. Con sempre meno zavorre. Ho imparato ad abitare davvero il qui e ora senza la scusa dello scoiattolo che non può essere completamente nel presente perchè deve preparare le provviste per l'inverno. Oggi mi sento libera e leggera, in un'empatia generale sempre più ampia e sincera, scambiata e ricambiata con il mondo, lo spazio, le persone, i cuori e le energie, sapendo contare sempre più su di me, con infinita gratitudine e stupore.

Com'è nato il progetto Josaya? Quali sono le idee fondanti?
Josaya non è nato come un progetto, ma come un esperimento quasi personale, un voler condividere sul web quello che avevamo capito essere il modo per migliorare se stessi e avvicinarsi alla consapevolezza della propria esistenza. Poi, visto che gli argomenti trattati sui nostri blog suscitavano l’interesse di chi ci leggeva, abbiamo iniziato a fare sul serio. Josaya oggi c’è, è una realtà formata da noi tre, e finché continueremo a essere efficaci e produttivi, soprattutto per noi stessi e per il nostro benessere, Josaya esisterà. Ma se un giorno questa condivisione di intenti venisse a mancare, non ci sarà nessun dramma: ci lasceremo e saremo amici più di prima, perché la stima che proviamo l'uno per l'altra è profonda e non potrà essere scalfita dalle contingenze. L’idea alla base di Josaya è che l'essere umano medio agisce senza consapevolezza del suo ruolo esistenziale; a causa di questo stato soffre, perché è condizionato da ciò che accade al di fuori di sé. Pensa di essere infelice sulla base di condizionamenti esterni quali la famiglia, gli insegnanti, gli amici, i media e i giornali. Alcune persone, invece, sono consapevoli di avere una voce interiore che suggerisce loro una possibile wayout. La vision di Josaya è che l'essere umano ha il potere di uscire da questo stato di sonno. Si tratta di un potere a portata di mano; liberarsi da questa condizione di schiavitù interiore e realizzare il paradiso in Terra è possibile, basta solo esserne consapevoli. Ogni volta che un essere umano ritrova la consapevolezza di poter essere felice contribuisce alla felicità dell'umanità intera, alla pace mondiale, partendo proprio da se stesso. La verità è già presente in ognuno di noi, tutto sta a lasciarla venire a galla. Perché la pace comincia da te. Quello che accomuna noi tre è il fatto che quando scriviamo sui blog, o teniamo un webinar online, la cosa a cui teniamo di più è che il messaggio che trasmettiamo venga recepito da ciascuno come proprio, come se fosse fino ad allora rimasto sepolto in lui e risvegliato alla luce della propria consapevolezza, indipendentemente da noi. Per trovare la pace interiore non è necessario cambiare nulla di sé: nessuno deve diventare diverso da ciò che è già. Soprattutto, non è necessario imparare niente di più, anzi bisognerebbe disimparare per poter assorbire senza filtri e preconcetti, amandoci fino a essere fluidamente noi stessi e accettandoci esattamente per ciò che siamo.

(continua)

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