Le interviste di Oltreconfine
Paolo Aldo Rossi ¤ www.airesis.net

Airesis

di Mariavittoria Spina

in Segnali dalla Rete (Oltreconfine - n° 4 - Mar/Apr 2012)
€ 7.90 + spese sped.
Quando è nato il progetto culturale di Airesis e con quali finalità?
È nato a Montemonaco, sui Monti Sibillini, dai discorsi tra me e Massimo Marra in occasione di un Convegno sulle sibille nel 1998. L’idea era quella di far rivivere Abstracta, che aveva chiuso per questioni che non stiamo a ricordare.

Il nome del progetto ha un significato particolare, puoi spiegarci brevemente il senso di questa scelta suggestiva?
Il significato letterale del termine è "scelta" (dal verbo greco aireo “scelgo, preferisco, approvo una opinione, eleggo una parte politica”), non solo “eresia”. Il concetto di airesis-scelta è strettamente legato a quello di dùnaton-possibilità: solo dove c'è l'una può esistere anche l'altra. La scelta-possibilità è uno dei caratteri fondamentali del concetto di libertà e di libero arbitrio. Inoltre, a poco a poco, eresia cessa di indicare la scelta di un uomo libero fra varie possibilità, per diventare l'assenso a una verità incontrastabile e indiscussa che, risultando vincente da un punto di vista sociale e universale, diviene anche eternamente vera.

Airesis si ispira ai principi fondanti di Abstracta: curiosità della cultura, cultura della curiosità, prestigiosa rivista mensile della seconda metà degli anni ’80 di cui sei stato direttore scientifico. Si può intendere Airesis come evoluzione moderna di Abstracta? In cosa i due progetti differiscono?
Negli anni '80 non esistevano i siti internet; le riviste si stampavano su carta e, come si sa, i prezzi dell'arte tipografica erano molto alti, specialmente per pubblicazioni di elevato livello grafico e di notevole parametro di scrittura. Abstracta non era solo una rivista graficamente bella, ma era anche il meglio che la cultura italiana avesse mai prodotto dal punto di vista contenutistico nell'ambito degli studi sul pensiero altro. Ad Abstracta collaboravano duecento studiosi, di cui la metà erano professori di varie università italiane e straniere, ricercatori ed esperti di storia del mondo simbolico e magico, giornalisti e cultori delle varie materie: filosofia, scienza, storia, antropologia, religione, letteratura. Le stesse persone, a eccezione di quanti sono morti o si sono perduti, collaborano ancora oggi con Aispes-Airesis; siamo una settantina, ma vorremmo essere di più.

(continua)

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