Le interviste di Oltreconfine
Roberto Rizzello

Pranic Healing

di Mario Picozza

in Universo Olistico (Oltreconfine - n° 2 - Dic. 2011)
€ 6.00 + spese sped.
Cosa ti ha portato ad avvicinarti al mondo invisibile delle energie sottili e delle terapie energetiche? C’è stato qualche episodio in particolare?
Fin da quando ero ragazzo sono sempre stato affascinato da tutto ciò che viene definito come scientificamente inspiegabile. All’epoca trovai un libro sulla lettura della mano e per gioco cominciai a sperimentare ciò che leggevo sui miei amici. Ero diventato famoso tra di loro come quello che leggeva la mano, il futuro. In realtà non era proprio così, semplicemente riuscivo a vedere lo stato attuale della persona e di conseguenza intuivo le sue tendenze nel futuro. Era solo un hobby, ma poco alla volta ho cominciato a rendermi conto che dietro questo genere di attività si nascondeva una dimensione energetica. I fenomeni cosiddetti inspiegabili hanno tutti una spiegazione, anche se ancora ci mancano le conoscenze per comprenderli e inquadrarli all’interno di un metodo scientifico condiviso. Più tardi, sempre grazie alle mie letture, mi sono avvicinato alla pranoterapia. I primi risultati ottenuti li ho ricondotti al caso. Col tempo, però, mi sono reso conto che avvicinando la mano a una persona percepivo qualcosa, pur senza comprendere cosa. Il primo corso di pranoterapia che ho frequentato è stato una grande delusione, perché era organizzato con l’unico scopo di spillare soldi; tuttavia mi è servito per conoscere altre persone che s’interessavano attivamente a questo mondo. Sono entrato in contatto con i centri ufficiali di pranoterapia e ho seguito corsi molto più seri, iniziando a ottenere risultati. L’unica cosa che mi lasciava perplesso era la mancata comprensione dei meccanismi sottostanti a questa disciplina. Perché dovevo mettere le mani in una posizione piuttosto che in un’altra? Non capivo perché una mano fosse detta radiante e l’altra assorbente. Da dove scaturivano queste conoscenze, queste tecniche? Ho letto Mani di luce di Barbara Ann Brennan e ho provato a utilizzare il pendolo, ottenendo percezioni diverse. Alla fine, sono arrivato a inventare una sorta di chakra terapia: muovendo le mani in un certo modo in corrispondenza dei chakra, notavo che il pendolino girava in modi diversi. Imparavo da autodidatta.

Quando hai iniziato a interessarti al Pranic Healing?
In quel periodo ho conosciuto una persona che mi ha invitato a seguire al posto suo un corso di Pranic Healing, dato che lei non poteva più andarci. Ho accettato. Era il primo corso ufficiale di Pranic Healing che veniva svolto in Italia, nel 1992. Ho frequentato subito dopo gli altri corsi, cominciando a fare pratica.

A cosa ti dedicavi prima di diventare un pranic healer?
Ho lavorato per più di trent’anni nel settore informatico come programmatore e analista. Era un lavoro che mi affascinava, solo che poi hanno iniziato a farmi mobbing e infine sono stato trasferito nel settore amministrativo, per il quale non ero assolutamente tagliato. In compenso ho cominciato ad avere molto tempo libero, durante il quale ho intensificato la pratica del Pranic Healing. Un amico medico, in quel periodo, aveva aperto uno studio vicino al parco Nemorense, a Roma, insieme a un suo collega, e mi permetteva di fare pratica lì quando il collega era assente. Nel 1996 ho lasciato definitivamente l’azienda nella quale lavoravo per dedicarmi esclusivamente al Pranic Healing.

Cosa ha significato per te l’incontro con Master Choa Kok Sui?
L’incontro con Master Choa Kok Sui mi ha colpito fin dall’inizio, ma non riuscivo a capire chi fosse veramente e quali novità stesse introducendo con il Pranic Healing. Intuivo in lui una grande forza interiore e un’energia impalpabile. Era una persona molto democratica, aperta, desiderava parlare con tutti, conoscerli, sapere tutto di loro. Una persona curiosa, amorevole, ma anche severa. Più passava il tempo, più crescevano il suo ruolo e il suo prestigio. In venti anni il Pranic Healing si era esteso in tutto il mondo, con decine di migliaia di studenti. Nonostante ciò, Master Choa Kok Sui restava la persona di sempre, incredibilmente socievole e interessata a tutti, ricca di umanità e di una spiritualità senza confini.

(continua)

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